Cinema il 2021 anno della riscossa dopo il 2020 segnato dalla pandemia

Il 2021 sarà l’anno della riscossa del cinema, dopo un 2020 segnato dalla pandemia. NB Management è Sponsor Researcher di alcune produzioni italiane molto attese.


Quello che non vedi

La storia
Ambientata nella Teramo nei primi anni ’90, “Quello che non vedi” è una storia in cui si intersecano il bene e il male, il passato il presente e il futuro, la fiducia e il tradimento. Una storia che sottolinea che si è al sicuro soltanto con chi ci ama. L’amore è la salvezza.

Il viaggio
Un metaforico viaggio attraverso gli occhi di tre ragazzini prigionieri di un passato che li influenza, classifica e condanna; a spasso tra diverse epoche storiche, ma con un trait d’union rappresentato da antiche ma sempre attuali storie di ingiustizia, bullismo, razzismo, omertà e corruzione.
Storie di famiglie che tramandano il proprio destino, generazione dopo generazione… solo l’amore sarà in grado di fermare questo circolo vizioso. “Quello che non vedi” è una storia appassionante, che commuove, tiene con il fiato sospeso e, soprattutto, fa riflettere su una innegabile verità: il frutto non cade mai lontano da l’albero.

Autore e regista
Attore, sceneggiatore e regista del film è Marco Cassini. Nato a Teramo, classe 1986, ha al suo attivo la partecipazione in diverse fiction televisive quali “Don Matteo“, “Provaci ancora prof“, “Un medico in famiglia“, “L’ultimo papa re“. Nel corso della sua carriera ha partecipato a diverse opere teatrali e da regista ha realizzato tre lungometraggi di cui uno, “La notte non fa più paura“, ha ricevuto una segnalazione speciale nel corso dei Nastri d’Argento e la candidatura al David di Donatello. “La porta sul buio“, il suo quarto lungometraggio è stato insignito dell’Indie Nuts Award, prestigioso riconoscimento internazionale del cinema indipendente a cui concorrevano più di 100 opere provenienti da tutto il mondo.


Duetto

La storia
Giovane vedova, rampante agente immobiliare all’apice del suo successo e madre di due figli, Terry si trova, nel giorno più importante della sua vita lavorativa, nonché del compleanno del suo ultimogenito, ad entrare in un vortice di mistero e terrore a bordo di una Alfa Romeo Spider d’epoca, che la condurrà in una dimensione irreale, dove dovrà fare i conti con il proprio passato, con un segreto che ha nascosto a tutti i suoi cari, ma che si ripresenta prepotentemente facendole perdere in un attimo tutto ciò che ha. Ma sarà poi tutto perso per sempre? “Duetto” è una storia che tiene con il fiato sospeso, lascia lo spettatore a volte esterrefatto e lo tiene incollato allo schermo in un tripudio di emozioni.

Il regista
Carlo Fusco è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Ha sempre puntato sulla cinematografia internazionale ed è il primo regista italiano ad aver scelto un cast artistico internazionale di alto livello in una produzione indipendente. A solo 33 anni ha prodotto e diretto “Sins Expiation” (2012), un film sulla Mafia con grandi attori, come Michael Madsen, Danny Glover, John Savage e molti altri. Ha al suo attivo diverse produzioni e tanti riconoscimenti.

Il cast
Michael Madsen, attore feticcio di Quentin Tarantino, ha interpretato 170 film iconici, compresi: “Kill Bill 1” e “Kill Bill 2“, “Sin City“,
Donnie Brasco“, “Thelma e Louise“, “Le iene“.
Ieva Lykos, attrice, sceneggiatrice e regista ha al suo attivo diverse pieces teatrali; ha scritto e prodotto diversi cortometraggi e lungometraggi.
Maia Morgenstern, attrice romena molto nota in Italia, ha interpretato Maria ne “La passione di Cristo” di Mel Gibson.
Eric Roberts, fratello della famosa Julia, ha studiato arte drammatica nelle più importanti accademie. Protagonista di diverse produzioni hollywoodiane.


La stalattite nel cuore

La storia
Adele Marini, introversa adolescente, in un tranquillo pomeriggio di inizio primavera, improvvisamente scompare. Comincia così una storia nella quale lentamente emergono conflitti nascosti e insopportabili ipocrisie. Sullo sfondo, l’eterno conflitto generazionale che contrappone il mondo moralmente corrotto degli “adulti” a quello fragilissimo degli adolescenti. Adele viene attirata con un inganno in una situazione più grande di lei; scomparirà e si ritroverà vittima di un regolamento di conti tra due adulti, a causa di una brutta storia le cui conseguenze hanno portato una sua cara amica a togliersi la vita. La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Giovanni Calvino e Arianna Pera.

Il regista
Giovanni Calvino ha al suo attivo la realizzazione di diversi importanti cortometraggi e film di animazione, oltre che diverse produzioni teatrali.

Il cast
Ispettore Brancati: Fabrizio Ferracane
Adele Marini: Francesca Piro
Alberto: Gabriele Russo
Carlotta: Dana Fagiani


L’uomo che disegnò Dio

La storia
Il film narra l’ascesa di un artista cieco che ha il dono straordinario di realizzare ritratti, semplicemente ascoltando le voci umane. Il protagonista, a cui dà il volto Franco Nero, è un anziano un po’ burbero e poco socievole, che verrà coinvolto suo malgrado in un reality show, diventando la star del programma. Una banale situazione lo porterà ad essere accusato ingiustamente ed in seguito scagionato, sempre sotto i riflettori mediatici. Durante l’ultima puntata del programma il protagonista prenderà la parola e, attraverso un lungo e toccante monologo, metterà a nudo se stesso, il suo “buio mondo” e la società, mostrando la grande dignità che lo caratterizza, con una lucida analisi di una situazione sociale e culturale in cui i media veicolano valori effimeri e superficiali, distruggendo la vera essenza dell’uomo.

Dal non vedere al vedere oltre
La tematica del film è principalmente quella del disagio in cui versa chi ha una handicap, a cui si aggiunge una forte componente di critica verso la società, rea di negligenza verso chi ha una disabilità visiva e, più in generale, allo svantaggio culturale ed economico che questa causa; disagi che verranno messi in luce dalla rappresentazione di situazioni piene di pregiudizi e stereotipi. All’inizio della storia scopriremo che il protagonista è diventato non vedente durante l’infanzia e ha sviluppato inspiegabilmente la capacità di rappresentare in modo perfetto la realtà esterna tramite il disegno. Attraverso lo sviluppo della narrazione ci accorgeremo che non si tratta semplicemente di un “vedere oltre il buio” ma, piuttosto, di un “vedere oltre la realtà fisica”: il protagonista percepisce la vera essenza delle persone e del mondo che ritrae a un livello tale da toccare corde filosofiche e spirituali.

Il cast
Il film, prodotto da Format Produzioni e Louis Nero Film, sarà distribuito da Zenit Distribution in tutta la filiera audiovisiva, cinema, pay TV, free TV e piattaforme digitali e home video; inoltre verrà proposto nel circuito festivaliero nel 2021. Il prestigioso cast artistico e tecnico, che comprende professionisti pluripremiati, permetterà una distribuzione internazionale del titolo: Franco Nero (David di Donatello per “Il giorno della civetta”, Globo d’oro – Premio speciale della giuria e candidato al Golden Globe per per “Camelot”); Uma Thurman (Nomination al premio Oscar per “Pulp Fiction”, David di Donatello 2019, Golden Globe per “Gli occhi della vita”, Saturn Award per “Kill Bill: Volume 1”); Kevin Spacey (Premio Oscar per “I soliti sospetti” e “American Beauty”); Giancarlo Giannini (David di Donatello, Nastro d’Argento, Globo d’Oro e candidato al Premio Oscar per “Pasqualino Settebellezze”) e Vanessa Redgrave (Premio Oscar e Golden Globe per “Giulia”, Leone d’Oro alla carriera Festival di Venezia 2018, due premi al Festival di Cannes). Le riprese del film inizieranno a Gennaio 2021 a Torino. La post produzione inizierà a Marzo 2021.


Kanun

La storia
In un paese vicino San Nicola Alto vive una ragazza, Angela, che viene tirata in ballo nel giro della prostituzione. Un giorno viene trovata morta. Il padre, un contadino di sani principi, decide di vendicarla secondo le regole societarie stabilite dal gruppo degli anziani. Parte così alla ricerca dei mandanti della banda che l’hanno uccisa. Dopo aver ammazzato alcuni scagnozzi, viene fatto prigioniero, rinchiuso e torturato in un sordido luogo: il covo della banda. Riesce però a fuggire aiutato da Anton, un amico di famiglia, ma in una colluttazione con i suoi avversari viene ferito e cade in coma. A questo punto, alla famiglia, per salvare l’onore, non rimane che la moglie Sofia, che non ha nessuna voglia di uccidere, e non ha la forza e lo spirito guerriero per intraprendere la strada della vendetta.

Dopo varie riunioni sul fatto della veridicità e del fine morale del Kanun, il codice d’onore Albanese, che sta prendendo una deriva mafiosa, il gruppo degli anziani decide di far cambiare idea alla donna. Viene quindi sequestrata e rinchiusa in una casetta di pietra, condizionata mentalmente a vendicarsi, e sottoposta alla tortura della fame e la sete. Sua figlia Adele è colei che le farà cambiare idea, con la semplicità e l’innocenza dei bambini stessi. Dopo aver deciso di affrontare gli uomini che le hanno ucciso la figlia e ridotto il marito in fin di vita, Sofia incontra un maestro di arti marziali, Angel, che le insegna tecniche di combattimento mortali allenandola nel parco del Monte Pollino.

Passano due anni. Sottoposta ad ogni genere di esercizi e prove, Sofia cambia completamente carattere. Di notte è assalita da incubi che le ricordano il marito e la figlia. Realizza così, anche tramite il supporto di sua figlia Adele, di essere pronta ad affrontare la banda e vendicare la famiglia. Nel frattempo, la banda ha continuato ad infrangere la legge. In particolare, li vediamo organizzare un furto ad un furgoncino portavalori. La banda di Chef riesce nel proprio obiettivo e ritorna al covo celebrando il nuovo bottino. In quella stessa notte di celebrazioni, Sofia si infiltra nel covo. Grazie alle sue nuove abilità da combattente, riesce ad affrontare tutti gli scagnozzi e ad arrivare alla stanza di Chef, dove lo trova solo e mezzo addormentato dopo essere stato con Mia. Purtroppo, dopo che Sofia ha legato Chef ad una sedia e sta per ucciderlo, Lizard entra nella stanza, colpendo Sofia e facendola svenire.

Nello stesso momento, vediamo Mia realizzare il piano che aveva sin dall’inizio: rubare i soldi del furto per se stessa. La vediamo entrare in camera e usare l’occasione per uccidere Lizard e scappare con il bottino, tradendo tutti. Quando Sofia si sveglia dal colpo, non perde tempo. Si rimette immediatamente all’opera e finalmente uccide Chef, tagliandogli la testa. Sofia lascia il covo e ritorna al villaggio, dove tutti sono riuniti attorno ad un falò, festeggiando in modo tradizionale. La vediamo portare la testa tagliata di Chef e lanciarla nel falò. Scopriamo che Niko si è miracolosamente risvegliato dal coma e Sofia è finalmente riunita con la sua famiglia, mettendo fine al ciclo di vendetta iniziato dal Kanun.

Il cast
Mark: Franco Nero
Sofia: Susanna Stefanazzi
Mia: Anita Tafra
Angel: Ving Rhames
Chef: Sokol Martin Pepkolaj
Niko: Nik Pjeternikaj
Anton: Walter Lippa
Adele: Selina Selimi
Lizard: Peter Organ
Il Mago: Sudeep Ranjan Sarkar
Sam: Iago Gracia
Federica: Eleonora Puglia
Angela: Chloe Grace Moretz
Mario: Jimi Tihofsi


CO. CRI. – Senza peli sulla lingua

La storia
Cosimo Cristina, alias Co.Crí., giovane giornalista e fondatore di “Prospettive Siciliane”, scomodo settimanale che raccontava dei rapporti tra mafia e politica nella selvaggia provincia di Termini Imerese. Trovato cadavere nella galleria di Contrada Fossola e dichiarato frettolosamente suicida con conseguente archiviazione del caso. Strano che i carabinieri, la magistratura, e addirittura la Chiesa dell’epoca avallino fermamente l’ipotesi suicidaria. Il venticinquenne e talentuoso giornalista con le sue inchieste, fa tremare i mafiosi, notabili e politici termitani, denunciando il neonato business sul traffico di droga. Poteva forse trattarsi di omicidio?

Un giovane tutt’altro che depresso, pieno di passione per il suo lavoro tanto da competere con colleghi di comprovata esperienza. Innamorato della vita e della sua adorata Enza. Una storia d’amore spezzata dall’infamia che, oltre ad ucciderlo, delegittima anche le sue esplosive inchieste. La sua storia viene così dimenticata fino a quando sei anni dopo…

Nel 1966 il nucleo operativo speciale capitanato dal vice questore Mangano, noto già allora per avere arrestato il boss super latitante Luciano Liggio, riporta alla luce il caso Cristina. Attraverso accurate indagini e testimonianze afferma l’ipotesi omicidiaria e ordina la riesumazione del cadavere con conseguente autopsia, mettendo in subbuglio la “pax” mafiosa.

Tutto sembrava andare per il verso giusto. In paese, tutti si guardavano con sospetto dopo le sconcertanti rivelazioni emerse dal rapporto Mangano. Fino a quando, tre mesi dopo la riesumazione del cadavere, l’autopsia eseguita dai dottori Stassi e Del Carpio, ribalta completamente le indagini del vice questore, riconfermando definitivamente il suicidio del povero Cosimo. Stavolta, per la legge, il caso viene definitivamente archiviato con buona pace del malaffare locale, che tira un sospiro di sollievo.

Tutta la vicenda viene dimenticata per la seconda volta, ma la verità prima o poi riemerge. Quasi quaranta anni dopo il ritrovamento del corpo di Cosimo Cristina, negli anni ‘80, dopo l’assassinio di Giuseppe Fava, un giornalista di nome Luciano, decide di condurre delle inchieste sui giornalisti uccisi dalla mafia in Sicilia, e viene a conoscenza del caso Co. Crí. Luciano porta alla luce i retroscena e i “mascariamenti” che si celano dietro alla vicenda del primo giornalista “suicidato” dalla mafia. Ci riesce ma non senza difficoltà, riscontrando che i problemi di ieri nel raccontare “senza peli sulla lingua” la verità, sono gli stessi che, ancora oggi, un cronista onesto e determinato deve affrontare soprattutto a rischio della vita.